Riduzione di Active Directory: casi di studio
Riduci la dipendenza da Active Directory con esempi reali: strategie cloud-first, case study e spunti pratici per modernizzare identità e dispositivi.
Ridurre la dipendenza da Active Directory on-prem non significa per forza “full-cloud o niente”. È più utile ragionare in termini di AD minimization: spostare gradualmente identità e gestione dispositivi su piattaforme cloud (Microsoft Entra + Intune) dove ha senso, mantenendo on-prem solo dove serve davvero.
Cosa vuol dire “ridurre AD”?
Nel documento Microsoft (trovi il link a fine articolo, più avanti) si parla di ridurre la dipendenza dai servizi AD tradizionali (domain join, GPO, infrastruttura e operational overhead) spostando identity e device management verso il cloud.
I benefici dichiarati sono chiari: meno costi infrastrutturali, sicurezza più moderna (es. Conditional Access), migliore user experience e gestione più semplice e centralizzata.
Bisogna per forza essere full-cloud?
No: i case study mostrano percorsi diversi, e questo è il punto interessante.
Esempio pratico: puoi iniziare dai dispositivi (provisioning e gestione) senza “spegnere AD domani mattina”, e già così riduci parecchio la dipendenza dal dominio.
3 spunti pratici dai case study
Chugai Pharmaceutical: passaggio da device domain-joined a endpoint gestiti in cloud, con Windows Autopilot per il provisioning “cloud-first”.
NTT Communications: evoluzione da hybrid a gestione dispositivi “100% cloud” con Microsoft Intune, riducendo le dipendenze da AD e semplificando operations.
We Are Era: decommissioning di AD on-prem con focus su modern authentication e principi Zero Trust, includendo integrazione tra identità cloud e risorse on-prem dove necessario.
Vuoi approfondire?
Ecco l'articolo completo👉🏻 Active Directory minimization case studies


